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domenica 18 gennaio 2026

Gran Ballo Storico 2026 a Palazzo Brancaccio il GLAMOUR


Nel sontuoso Palazzo Brancaccio di Roma ieri 17 gennaio si è svolta la XIV Edizione del Gran Ballo Storico


dedicato al teorico, attore e regista teatrale Konstantin Sergeevic Stanislavskij, noto al mondo intero per essere l'ideatore del "Metodo Stanislavskij".

Il Gran Ballo Storico è un  evento internazionale annuale organizzato dalla Compagnia Nazionale di Danza Storica di Nino Graziano Luca con l'obiettivo di celebrare  la cultura e la danza storica ( valzer,mazurka e altre danze) in costumi ottocenteschi
favorendo lo scambio culturale tra Italia e altri Paesi con preferenza la Russia per la sua letterarura e musica tutto questo in atmosfere eleganti e raffinate.
 Ed ecco arrivare i tantissimi ospiti pronti a danzare,gli uomini rigorosamente in frac nero con code e panciotto bianco
 accompagnati dalle loro dame con abiti sfarzosi e corsetti, avvolte da tessuti in seta, taffetà e pizzi. 
Tra i tantissimi ospiti che hanno partecipato, Gimmi Baldinini, Bianca Maria Caringi Lucibelliorganizzatrice Yulia Bazarova (Eventi Rome)

Contessa Maria Loredana Pinotti Degli Uberti, Principe Guglielmo Giovannelli e consorte, la Principessa Ruspoli,

 
Marijana P. Donati,  Maria Monse (giornalista, show-girl)stilista contessa Eleonora Altamore e tantissimi altri.  Ricchissimo il Programma dalle ore 17.30 Apertura del Buffet Del Beverage, ore 18.00  Nino Graziano Luca


Yulia Bazarova e Paolo Rutini introducono la XIV Edizione, ore 18.15 Suite celebrativa di Kostantin Stanislavsij, a Seguire il SopranoLarissaYudina, poi doveva partecipare Vincenzo Bocciarelli ma causa febbre è stato sostituito da Nino Graziano Luca Che con l'attrice Elena MushKaeva hanno interpretato un piccolo dramma a seguire il ballo è stata servita la cena. A seguire la seconda parte del Ballo dopo  c'è stata la Premiazione del Miglior Abito Ottocentesco a finire ingresso delle Torte e Brindisi finale con foto e Balli.


sabato 17 gennaio 2026

a Palazzo Rhinoceros la Fondazione Alda Fendi presenta un Omaggio a Francis Jammes

  



Riscoprire la gentilezza e la semplicità per sentirsi più umani, volgere lo sguardo al cielo per rifugiarsi in una spiritualità senza tempo né confini,  la Fondazione Alda Fendi – Esperimenti - ha voluto rivolgere al suo pubblico una "Preghiera per andare in Paradiso con gli asinelli" -Omaggio a Francis Jammes-, l’action set di Raffaele Curi allestito negli spazi di Palazzo Rhinoceros. Il progetto, concepito in tre eventi artistici distinti, ma uniti dalla comune suggestione ispiratrice, riscopre l'asino con la sua dolcezza e la sua bontà attraverso le delicate parole del celebre poeta francese e lo eleva a emblema di valori oggi troppo spesso sottovalutati. Per questo appuntamento natalizio Alda Fendi e Raffaele Curi, direttore artistico della Fondazione, hanno accolto i visitatori in un'atmosfera speciale, brindando alla magia delle feste in un affascinante allestimento con tanti asinelli di pan biscotto disseminati lungo tutto il percorso espositivo. Emblema di umiltà, resistenza e forza silenziosa, tra le figure centrali e più simboliche del presepe nella mangiatoia con il bue, accanto a Gesù bambino, Maria e San Giuseppe, l'asino nell'esposizione è protagonista anche di un'installazione raffigurante la Natività del Beato Angelico, con una distesa di paglia intorno: un'ulteriore opportunità per sentire in modo ancora più intimo, quasi tornando alla purezza dell'infanzia, la meraviglia del Natale.

 

Recuperando il componimento "Preghiera per andare in Paradiso con gli asini", in cui il Jammes si rivolge a Dio per implorarlo di condurlo, con la guida degli angeli, nel regno della pace eterna, Curi trasporta il pubblico in una dimensione che utilizza la forza della trascendenza come veicolo per recuperare umanità e senso di comunità. "Ogni parola di questa poesia prende il cuore", afferma Alda Fendi, "questo componimento fa capire che la mitezza e la semplicità sono cose che nella vita contano molto". "La passione per questa poesia di Jammes è anche la passione per l'asino, un animale che è forse più affascinante dei cani perché ha una dolcezza in più", sottolinea Curi.

Ed è dunque l'autentica bontà dell'asino, la sua semplicità, insieme al pensiero legato alla naturale aspirazione dell'uomo verso Dio, che l'artista ha voluto trasmettere immaginando per il pubblico questo action set, tanto suggestivo quanto delicato. A Palazzo Rhinoceros il percorso si apre al piano terra con una folla di asini sospesi in aria in un mare di candide nuvole tridimensionali: figure affascinanti realizzate in vari materiali con stralci della poesia di Jammes. Mentre riecheggia la voce di Curi che interpreta il componimento e si alternano i brani con i testi del poeta, il percorso espositivo prosegue al primo piano. Qui il visitatore viene investito da un fascio di luce avvolgente e simbolico: una sorta di "paradiso" che ricorda la gloria di Dio, tanto spesso rievocata nei capolavori pittorici dei grandi artisti, come Guido Reni e Giotto, in cui si staglia una imponente scenografia che rappresenta un asino glorificato circondato da angeli. Completano l’installazione due pali telegrafici di legno alti circa due metri, dotati di isolatori in ceramica d’epoca, uniti da fili del telegrafo lungo i quali una piccola folla di asinelli fluttua nell’aria. Proseguendo nel percorso, la grande luminosità si affievolisce e lascia il posto a un emozionante "effetto luna piena" mentre il pubblico può leggere per intero, in italiano e in inglese, la poesia di Jammes sulla parete principale. Salendo ancora fino al quarto piano, i visitatori sono accolti dalla gigantografia della foto del poeta francese estesa sulla grande parete, con sovrapposto il testo di Matteo Veronesi -critico letterario, saggista e poeta- dedicato a Jammes.

 

Un progetto quello di Raffaele Curi che racconta e rende omaggio alla figura di Francis Jammes (1868-1938), esponente di spicco del simbolismo minore, maestro nel raccontare in poesia la bellezza delle piccole cose, contemplando la magnificenza della natura ma anche i sentimenti più semplici e quotidiani. A Jammes, del quale si ricordano anche i profondi scambi letterari con un altro grande poeta e drammaturgo a lui coevo, Paul Claudel, che lo spinse a convertirsi alla religione cattolica, fu conferito nel 1917 il Gran Premio di letteratura dell'Accademia francese, per l'insieme della sua opera letteraria. La trilogia di questo progetto artistico proseguirà il prossimo aprile sulle tracce dell'Asino d'Oro di Apuleio, per concludersi a ottobre 2026, con un omaggio alla performance indimenticabile di una grande artista, Marina Abramović.

 

L’evento, sempre ad ingresso gratuito per permettere la più ampia partecipazione possibile, coinvolge dunque l’edificio nella sua totalità: un percorso diffuso e pieno di richiami, che Curi ha concepito perfettamente per rhinoceros. Il palazzo di sei piani, pensato sul modello dei Passages di Parigi di Walter Benjamin, offre infatti al visitatore spazi espositivi distribuiti verticalmente, che si integrano senza soluzioni di continuità nell’architettura, in un continuo mescolarsi di linguaggi artistici, esperienze, opportunità. Rhinoceros, lo spettacolare palazzo nel cuore di Roma progettato da Jean Nouvel per Alda Fendi come luogo di scambio intellettuale e artistico, è più di una struttura: è una testimonianza della potenza della sintesi culturale e dell’innovazione architettonica. Del resto è proprio dalle interferenze tra le arti che nel 2001 nasce la Fondazione Alda Fendi – Esperimenti.