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giovedì 5 marzo 2020

PINK FLOYD LEGEND al TEATRO OLIMPICO

di Rosalba Lupo
Spettacolo superlativo, bellissimo, sopra ogni aspettativa ieri sera al Teatro Olimpico in scena sino all'8 marzo l'opera rock ‘Shine. Pink Floyd Moon’ firmata dal regista e coreografo Micha van Hoecke e interpretata dai ballerini della Compagnia Daniele Cipriani accanto all’étoile internazionale Denys Ganio. 
Un ‘racconto’ transgenerazionale, un percorso musicale e non solo tra presente e passato, nel ricordo di una leggenda che ancora resiste al tempo e alle mode. Teatro in delirio per le musiche le luci e le danze psichedeliche di SHINE hanno animato il palcoscenico. L'evento è stato organizzato nell’ambito delle Giornate della Danza dell’Accademica Filarmonica Romana, realizzate in collaborazione con il teatro capitolino. È la musica dei Pink Floyd ad aver ispirato questo lavoro monumentale al celebre coreografo/regista russo-belga. Non solo queste indimenticabili canzoni senza tempo, ponte tra rock e musica classica, sono la colonna sonora dei suoi anni giovanili, ma si tratta di “una musica che ha un’anima e che, nell’immaginario collettivo, è legata alla giovinezza interiore di tutti noi”, sottolinea Micha. 
Punto di partenza nella creazione di SHINE Pink Floyd Moon è il celeberrimo brano Shine on You Crazy Diamond in cui i quattro Pink Floyd – al secolo Roger Waters, Nick Mason, Richard Wright e David Gilmour – rendevano omaggio al loro compagno Syd Barrett che si era perso nelle regioni sconosciute della “luna”, intesa come malattia mentale. In SHINE Pink Floyd Moon, Syd è interpretato da Denys Ganio, già étoile del Balletto di Marsiglia ed interprete dal famoso Pink Floyd Ballet di Roland Petit, balletto cult che debuttò nel 1973, in piena epoca pop, con la band inglese che suonava dal vivo. Un filo sottile lega il passato al presente. Non a caso, Syd/Ganio ha un alter ego giovane e guizzante, il ballerino Mattia Tortora, affiancato dai solisti e corpo di ballo Compagnia Daniele Cipriani, mentre il sound psichedelico – ipnotico, in qualche maniera astrale – e le liriche ammalianti dei Pink Floyd sono oggi interpretate (sempre dal vivo) dall’odierna ed acclamata band italiana Pink Floyd Legend (direttore musicale Fabio Castaldi). Musicisti, vocalist, ballerini intrecciano sapientemente le loro arti in palcoscenico sicché lo spettatore ha realmente l’impressione (prendendo in prestito una massima di Micha van Hoecke) che “il canto è una danza che si sente e la danza è un canto che si vede”.
La simbiosi tra gli artisti in scena è totale. A mezzo secolo dall’allunaggio “fisico”, un sapiente gioco di luci, laser e videoproiezioni trasforma lo spazio scenico di SHINE Pink Floyd Moon in una surreale luna abitata da personaggi come il “doppio” di Syd, una specie di Pierrot Lunaire, l’essere crepuscolare che catturò la fantasia di Arnold Schoenberg. Visioni oniriche che s’incrociano per creare mondi siderali, eppure molto vicini… forse perché dentro di noi? In fondo, come scriveva molti secoli fa il filosofo alessandrino Origene: “Sappi che sei un altro mondo in miniatura e hai in te Sole e Luna e anche le Stelle.” SHINE è dunque un viaggio nel mondo della luna interiore dell’essere umano: non solo luogo di follia e senno smarrito, bensì simbolo della poesia, della fantasia, della vita stessa. 
“È la mia autobiografia che racconta anche la vita di ogni uomo”, ci spiega ancora Micha van Hoecke, regista oltreché coreografo di SHINE Pink Floyd Moon “la storia delle nostre vite che procedono a cicli, con un movimento circolare come quello della musica e della danza delle stelle, della rotazione della luna: un moto scandito da un continuo processo di nascita-morte-rinascita.” E aggiunge: “La vita non è altro che la stoffa dei sogni di cui scriveva Shakespeare, una stoffa che viene continuamente ordita, tramata, disfatta e ritessuta. SHINE è un lavoro intriso di speranza, in cui la fantasia diventa l’arma per combattere il materialismo che imperversa, il potere e le brame che incombono oggi.” SHINE Pink Floyd Moon, con un cast complessivo di una trentina di componenti, è prodotto da Daniele Cipriani Entertainment s.c. e Menti Associate di Gilda Petronelli, in coproduzione con Fondazione Pergolesi Spontini di Jesi.

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